Punti patente: come funzionano davvero nel 2026, quando li perdi e perché sotto i 20 rischi il ritiro sul posto

Occhiali e chiave dell'auto appoggiati sulla plancia: guidare senza le lenti prescritte vale otto punti nella tabella dell'articolo 126-bis

Per vent’anni il saldo dei punti patente è stato un numero che si guardava una volta nella vita, di solito dopo una multa pesante, e che contava solo se arrivava a zero. Dal 14 dicembre 2024 non è più così: c’è un articolo del Codice della Strada che rende diciannove punti una condizione giuridica diversa da venti, e che per una lista precisa di infrazioni fa scattare il ritiro della patente sul posto, dall’agente, senza passare dal prefetto.

Quasi nessuno lo sa, perché la maggior parte delle guide sui punti patente è ferma alla logica vecchia: quanti sono, quanti se ne perdono, come si recuperano.

Sviluppo Magica, un’app per la gestione dei veicoli, e le scadenze sono il mio mestiere. Questa è l’unica della vita di un automobilista che nessun documento riporta: non è stampata sulla patente, non arriva per posta, non compare sul libretto. Qui sotto c’è come funziona davvero il meccanismo nel 2026, letto sul testo vigente del Codice e sulle due modifiche che l’hanno cambiato negli ultimi diciotto mesi.

Quanti punti hai davvero: venti non è il massimo

All’atto del rilascio della patente vengono attribuiti venti punti (articolo 126-bis, comma 1, del Codice della Strada). Il numero è annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e non è stampato da nessuna parte sul documento.

Venti però è il punto di partenza, non il tetto. Il comma 5 dello stesso articolo prevede che chi ha almeno venti punti e passa due anni senza violazioni che comportino decurtazione riceva un credito di due punti, ripetibile fino a un massimo di dieci. Il tetto reale è quindi trenta punti, raggiungibile in dieci anni di guida pulita.

E c’è un terzo numero, introdotto dalla riforma del 2024 e diventato operativo solo quest’anno: l’articolo 230, comma 2-ter, attribuisce un credito di due punti al momento del rilascio della patente a chi ha frequentato i corsi extracurricolari di educazione stradale organizzati dalle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie. Il decreto interministeriale 5 giugno 2026, n. 103 ha individuato i soggetti che possono erogare quei corsi, le modalità di svolgimento e la certificazione. Chi li ha fatti parte da ventidue, non da venti.

Tenere insieme questi tre numeri è quello che rende il saldo interessante: non è un contatore che scende e basta, è un saldo con un minimo, un massimo e due modi legittimi di salire.

Il cambio del 2024 che cambia tutto: sotto i venti punti la patente te la ritirano sul posto

Questa è la parte che manca quasi ovunque. La legge 25 novembre 2024, n. 177 ha inserito nel Codice l’articolo 218-ter, intitolato «Sospensione della patente in relazione al punteggio». In vigore dal 14 dicembre 2024.

Il meccanismo è questo: per un elenco chiuso di violazioni, se al momento dell’accertamento l’anagrafe nazionale risulta che il punteggio della patente è inferiore a venti punti per effetto delle decurtazioni subite, oltre alla multa scatta anche la sospensione della patente. Non in astratto: l’agente ritira il documento lì, sul ciglio della strada.

Punteggio al momento del controlloSospensione breveSe hai provocato un incidente
20 punti o piùnessunanessuna
da 10 a 19 punti7 giorni14 giorni
meno di 10 punti15 giorni30 giorni

Il raddoppio del comma 3 vale anche quando l’incidente consiste nella sola fuoriuscita dalla sede stradale, senza coinvolgere altre persone o altri veicoli: basta finire fuori strada da soli.

Le violazioni che fanno scattare il meccanismo sono diciassette, elencate al comma 1. Le più comuni:

  • segnali di senso vietato e di divieto di sorpasso (articolo 6, comma 4, lettera b);
  • posizione sulla carreggiata e circolazione contromano (articolo 143, comma 11);
  • mancata precedenza (articolo 145, comma 10);
  • semaforo rosso (articolo 146, comma 3);
  • manovre e cambi di direzione (articoli 147, comma 5, e 154);
  • distanza di sicurezza (articolo 149, comma 5);
  • casco (articolo 171, comma 2) e cinture o seggiolini (articolo 172, commi 10 e 11);
  • cellulare alla guida (articolo 173, comma 3-bis);
  • sorpasso vietato (articolo 176) e precedenza ai pedoni (articolo 191, comma 4).

Due dettagli procedurali che pesano più di quanto sembri. Il primo: in deroga all’articolo 218, la sospensione non è subordinata a un provvedimento del prefetto (comma 5). La patente ritirata resta all’ufficio dell’accertatore e torna indietro alla fine del periodo, e il periodo decorre dal giorno del ritiro. Il secondo: la sospensione breve si applica solo ai conducenti identificati nel momento in cui è stata commessa la violazione (comma 6). Un autovelox che fotografa la targa senza fermare nessuno non fa scattare nulla.

Per chi guida con patente estera il conteggio è rovesciato, e vale la pena dirlo perché genera confusione: lì non esiste un saldo che scende, esiste un contatore di punti di penalizzazione accumulati. Sette giorni con un conteggio fra uno e dieci, quindici giorni oltre i dieci (comma 4).

Perché adesso i punti bonus servono a qualcosa

Ecco la conseguenza che nessuna guida mette in fila, ed è la ragione per cui vale la pena sapere a che punto si è.

L’articolo 218-ter si attiva quando il punteggio è inferiore a venti. I punti bonus del comma 5 — fino a dieci in più — non sono decorativi: sono un cuscinetto. Chi è arrivato a trenta punti può incassare una decurtazione da dieci e restare a venti, cioè fuori dalla soglia. Chi sta a venti esatti e prende tre punti scivola a diciassette, e da quel momento, fino a quando non li recupera, la stessa multa che a un altro costa solo denaro a lui costa una settimana a piedi.

Prima del dicembre 2024 accumulare punti sopra i venti era un dettaglio statistico. Adesso è l’unica cosa che separa una multa da un ritiro del documento.

Quando i punti se ne vanno davvero (non è il giorno della multa)

Questo è l’equivoco più diffuso in assoluto. I punti non scendono quando ti fermano, e nemmeno quando ricevi il verbale.

L’articolo 126-bis, comma 2, dice che l’organo da cui dipende l’agente comunica la perdita all’anagrafe entro trenta giorni dalla definizione della contestazione, e definisce che «la contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi».

Tradotto: sei tu a far partire l’orologio, nel momento in cui paghi. Se paghi entro cinque giorni per prenderti lo sconto del 30 per cento previsto dall’articolo 202, i punti se ne vanno subito. Se non paghi e lasci scadere i sessanta giorni per il ricorso, se ne vanno lì. Se fai ricorso e lo perdi, se ne vanno alla fine del procedimento.

Questo ha una conseguenza pratica che riguarda l’articolo 218-ter: la data in cui il saldo cala è la data della definizione, non quella dell’infrazione. Ed è anche la data da cui, due anni dopo, il saldo risale.

Un dettaglio che aiuta a non sbagliare i conti: il numero di punti previsto per ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione (comma 1, ultimo periodo). Se il verbale non lo indica, quel dato non te lo devi ricostruire tu.

I sessanta giorni per dire chi guidava, e i 1.166 euro se non lo dici

È la trappola più costosa dell’intero articolo, e riguarda chiunque presti l’auto — quindi praticamente tutti.

Quando la violazione non è contestata sul posto e il conducente non è stato identificato, il proprietario del veicolo (o l’obbligato in solido) deve fornire all’organo di polizia i dati personali e della patente di chi guidava, entro sessanta giorni dalla notifica del verbale. Se il proprietario è una persona giuridica, l’obbligo è del legale rappresentante o di un suo delegato.

Chi omette di farlo senza giustificato e documentato motivo è soggetto a una sanzione da 291 a 1.166 euro. Che è, in moltissimi casi, molto più della multa originaria.

Vale la pena chiarire cosa non succede, perché la convinzione opposta è diffusa: non comunicare i dati non sposta i punti sulla patente del proprietario. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 27 del 2005, ha chiuso la questione. Il proprietario paga la sanzione per l’omissione; i punti, semplicemente, non vengono decurtati a nessuno. Non è una scappatoia conveniente: costa quasi sempre di più.

Il momento in cui vale la pena avere a portata di mano i dati esatti del veicolo e del suo intestatario è proprio questo, perché la finestra è di sessanta giorni e parte dalla notifica.

Il tetto dei quindici punti per controllo (e quando non vale)

Se in un solo controllo vengono accertate più violazioni contemporaneamente, il comma 1-bis dell’articolo 126-bis pone un tetto: si possono decurtare al massimo quindici punti.

C’è però un’eccezione che ne riduce parecchio la portata: «le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente». Quindi il tetto protegge nella somma di più infrazioni ordinarie, ma non nei casi gravi — che sono esattamente quelli in cui i punti bruciano più in fretta.

Quanto costa ogni infrazione: le voci che contano

La tabella allegata all’articolo 126-bis è lunga e piena di rimandi a commi. Questa è la selezione delle voci che riguardano la guida di tutti i giorni, nel testo in vigore dal 12 aprile 2025.

ViolazioneNormaPunti
Velocità oltre 10 e fino a 40 km/hart. 142, comma 83
Velocità oltre 40 e fino a 60 km/hart. 142, comma 96
Velocità oltre 60 km/hart. 142, comma 9-bis10
Velocità non commisurata alle condizioniart. 141, comma 85
Posizione sulla carreggiata, contromanoart. 143, comma 114
Mancata precedenzaart. 145, comma 56
Semaforo rossoart. 146, comma 36
Segnali stradali (esclusi divieto di sosta e fermata)art. 146, comma 22
Sosta su spazi riservati ai disabiliart. 158, comma 2, lett. g)4
Sorpasso in condizioni vietateart. 148, comma 16, terzo periodo10
Casco non indossatoart. 171, comma 25
Cinture e sistemi di ritenuta per bambiniart. 172, commi 10 e 115
Mancato uso di lenti o apparecchi prescrittiart. 173, comma 38
Cellulare alla guida, prima violazioneart. 173, comma 3-bis, primo periodo5
Cellulare alla guida, recidiva nel biennioart. 173, comma 3-bis, secondo periodo10
Guida in stato di ebbrezzaart. 186, commi 2 e 710
Guida sotto effetto di stupefacentiart. 187, commi 1 e 810
Mancata precedenza ai pedoniart. 191, comma 18
Mancata esibizione dei documenti al controlloart. 192, comma 63
Non fermarsi all’alt, prima violazioneart. 192, comma 6-bis, primo periodo5
Non fermarsi all’alt, recidiva nel biennioart. 192, comma 6-bis, secondo periodo10
Forzare un posto di bloccoart. 192, comma 710
Circolazione senza assicurazioneart. 193, comma 25

Le righe in grassetto sono quelle cambiate negli ultimi diciotto mesi. Vale la pena guardarle da vicino, perché due di esse producono risultati che sorprendono.

Otto punti per gli occhiali, cinque per il cellulare

Prima della riforma del 2024 l’articolo 173 aveva una sola riga in tabella: «Commi 3 e 3-bis — 5». Cinque punti, sia che si guidasse senza le lenti prescritte sia che si tenesse il telefono in mano.

La legge 177/2024 ha spaccato quella riga in tre. Il risultato, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 novembre 2024, è questo: comma 3 → 8; comma 3-bis, primo periodo → 5; comma 3-bis, secondo periodo → 10.

Il comma 3 dell’articolo 173 non è il cellulare: è l’obbligo di usare le lenti o gli apparecchi prescritti in sede di rilascio o rinnovo della patente. Sanzione pecuniaria da 83 a 332 euro — la più leggera di tutta la tabella qui sopra. E costa otto punti, tre in più della prima violazione col telefono in mano, che ne costa cinque ma porta con sé una multa da 250 a 1.000 euro e una sospensione da quindici giorni a due mesi.

Non è un errore di lettura ed è verificabile su due fonti indipendenti: il testo dell’atto modificativo in Gazzetta e il testo consolidato del Codice. È semplicemente il modo in cui la riforma ha ricomposto quella riga, e il risultato è che la violazione con la multa più bassa dell’elenco è quella che pesa di più sul saldo.

Per chi ha il codice 01 sulla patente — la prescrizione di correzione visiva — questo cambia parecchio le priorità: dimenticare gli occhiali in casa costa più punti di un sorpasso azzardato a 40 km/h oltre il limite. Sul cellulare alla guida, che è il fronte su cui la riforma ha inciso di più, ho raccontato altrove cosa è consentito e cosa no.

Non fermarsi all’alt: la voce nuova, dal 12 aprile 2025

L’altra modifica è ancora più recente e quasi nessuno l’ha registrata. L’articolo 25 del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, in vigore dal 12 aprile 2025, ha riscritto l’articolo 192 del Codice e la relativa riga della tabella dei punteggi.

Cosa è cambiato in concreto:

  • è stato inserito il comma 6-bis: chi non si ferma all’invito di un agente in uniforme, se il fatto non costituisce reato, paga da 200 a 600 euro, e in caso di recidiva nel biennio si aggiunge la sospensione della patente da quindici a trenta giorni;
  • quella condotta, che prima non era in tabella affatto, adesso costa 5 punti la prima volta e 10 alla recidiva;
  • la mancata esibizione dei documenti al controllo (comma 6) è entrata in tabella a 3 punti;
  • forzare un posto di blocco (comma 7) costa 10 punti, oltre a una multa da 1.500 a 6.000 euro e alla sospensione da tre mesi a un anno.

È la modifica più fresca dell’intero impianto della patente a punti, ed è il motivo per cui una tabella scaricata nel 2024 oggi è incompleta.

Neopatentati: tutto doppio per tre anni, ma solo se è la tua prima patente

La nota in calce alla tabella è scritta con una precisione che quasi tutte le guide perdono per strada. Il testo dice che i punti sono raddoppiati per le violazioni commesse entro i primi tre anni dal rilascio, ma solo per le patenti rilasciate dopo il 1° ottobre 2003 a soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore.

La differenza è concreta: chi prende la patente A dopo aver già la B da anni non è un neopatentato ai fini del raddoppio. Il raddoppio riguarda chi entra per la prima volta nel sistema, non chi aggiunge una categoria.

E c’è un bonus riservato, che si somma a quello ordinario del comma 5: per gli stessi tre anni, l’assenza di violazioni decurtanti attribuisce un punto all’anno, fino a un massimo di tre. Un neopatentato che arriva pulito al terzo anno può ritrovarsi sopra i venti punti prima di molti automobilisti con vent’anni di guida alle spalle.

Come si risale: i due anni puliti e il corso da sei punti

Ci sono esattamente tre modi di far salire il saldo, e uno solo è a pagamento.

ModoQuanto valeCondizioni
Due anni senza violazioni decurtantiritorno al punteggio pieno, entro il limite dei 20non vale in caso di perdita totale del punteggio
Due anni senza violazioni, partendo da almeno 20 punti+2 punti, fino a un massimo di +10tetto complessivo 30 punti
Corso di aggiornamento+6 punti (+9 per titolari di CQC e patenti professionali)il punteggio non deve essere esaurito; serve superare una prova d’esame
Primi tre anni da neopatentato, senza violazioni+1 punto all’anno, fino a +3si somma al bonus ordinario
Corsi extracurricolari di educazione stradale alle superiori+2 punti al rilasciopatenti di cui all’art. 115, comma 1, lettere b) e c)

Sul corso vale la pena essere precisi su due punti che spesso vengono taciuti da chi lo vende.

Il primo: c’è un esame. L’articolo 126-bis, comma 4, dice testualmente che «la riacquisizione di punti avviene all’esito di una prova di esame». Frequentare non basta: l’attestato di frequenza viene trasmesso all’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri e l’anagrafe viene aggiornata solo dopo la prova.

Il secondo: il corso non funziona a saldo zero. La norma lo consente «purché il punteggio non sia esaurito». Chi è arrivato a zero non ha più il corso come opzione: per lui la strada è un’altra, ed è più lunga.

La revisione della patente senza essere arrivati a zero

Questo è il passaggio dell’articolo 126-bis che più spesso non compare nelle guide, e riguarda il comma 6.

Tutti conoscono la prima ipotesi: perdita totale del punteggio → esame di idoneità tecnica ai sensi dell’articolo 128, cioè la revisione della patente. Il che significa rifare l’esame, teoria e pratica.

La seconda ipotesi, nello stesso comma, è meno nota e scatta molto prima. Deve sottoporsi allo stesso esame anche il titolare che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali entro dodici mesi dalla data della prima, ciascuna delle quali comporti la decurtazione di almeno cinque punti.

Il conto è semplice e spaventa: tre violazioni da cinque punti in un anno sono quindici punti. Chi parte da venti ne ha ancora cinque in tasca — e nonostante questo la Motorizzazione dispone la revisione della patente.

C’è anche un termine da rispettare che spesso viene ignorato: se non ci si sottopone agli accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente è sospesa a tempo indeterminato, con atto definitivo, e viene ritirata dagli organi di polizia stradale.

Tre violazioni serie in dodici mesi non sono un caso di scuola. Ed è l’unica finestra dell’intero sistema che si misura in mesi anziché in anni: dodici, dalla data della prima notifica.

Come si controlla il saldo davvero (e il numero che quasi tutti sbagliano)

I canali ufficiali sono tre, tutti gestiti dal Dipartimento per i trasporti. L’articolo 126-bis, comma 3, stabilisce che ogni variazione di punteggio è comunicata tramite il portale dell’automobilista.

  • Il Portale dell’Automobilista (`ilportaledellautomobilista.it`), servizio «Verifica saldo punti patente». L’accesso richiede il login: dal 1° ottobre 2021 servono SPID o CIE per tutti gli utenti, tranne i minori dai 14 anni che possono ancora usare le credenziali tradizionali.
  • L’app iPatente, l’applicazione ufficiale della Motorizzazione. Mostra il saldo aggiornato dei punti, le scadenze di revisione e assicurazione dei veicoli, lo stato delle pratiche e le notifiche sulle variazioni di punteggio. Stesse credenziali: SPID o CIE.
  • Il servizio telefonico automatico, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, al costo di una telefonata urbana: 06 45775962.

Su quest’ultimo punto c’è una cosa da correggere, perché la trovo ripetuta ovunque. Il numero che quasi tutte le guide continuano a citare è l’848 782 782: sul sito del Ministero dell’Interno quella pagina è oggi in archivio storico. Il numero da chiamare è quello sopra.

Non esiste, e vale la pena dirlo chiaramente, nessun canale che ti avvisi spontaneamente quando il saldo scende, se non le notifiche dell’app ufficiale dopo che la variazione è già stata registrata. Nessuna lettera, nessuna PEC, nessun promemoria.

Le date che contano davvero, e chi te le ricorda

Il saldo punti è l’unico dato dell’auto che un’app non può leggere per te. L’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida si consulta solo con SPID o CIE, dal portale ufficiale: non c’è un’interfaccia pubblica, e Magica non lo sa né finge di saperlo.

Quello che questo articolo produce, però, sono date. E le date sono esattamente il problema che ho costruito Magica per risolvere.

Sono tre, e nessuna arriva per posta:

  1. La data in cui hai pagato la multa. È il momento in cui i punti se ne vanno davvero (comma 2) — ed è la data da cui si contano i due anni per tornare a venti o per incassare il bonus. Se non te la segni, quel conto non lo sa nessuno.
  2. I sessanta giorni dalla notifica per comunicare chi guidava, quando l’auto è tua ma al volante c’era un altro. È la scadenza che costa da 291 a 1.166 euro se la si manca.
  3. I dodici mesi che partono dalla prima notifica di una violazione da almeno cinque punti: la finestra dentro la quale altre due violazioni serie mandano la patente in revisione anche con punti ancora disponibili.

Il resto — revisione, bollo, assicurazione, tagliando — è quello che la sezione scadenze di Magica gestisce da sé: le imposti a data o a chilometri e la notifica arriva prima, con l’anticipo che decidi tu. Il registro tiene lo storico degli interventi con data, chilometraggio e costo, e le ricevute si archiviano scansionandole. I dati restano sul telefono, non su un server mio: è una scelta di architettura, non una promessa di marketing.

L’idea è banale ma funziona: se le sei scadenze ricorrenti del veicolo se le ricorda l’app, le due o tre date che devi tenere a mente tu restano visibili. Il quadro completo l’ho raccontato nella guida alle scadenze dell’auto.

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Cosa rivedere oggi, in dieci minuti

  • Guarda il saldo. Se non l’hai mai fatto, è la prima volta che serve davvero: sotto i venti punti cambia il trattamento sanzionatorio, non solo il numero.
  • Se sei sotto venti, sai che per diciassette violazioni comuni la prossima multa include il ritiro del documento sul posto. Il modo per uscirne è il tempo — due anni puliti — o il corso, che vale sei punti e prevede un esame.
  • Se sei a venti esatti, considera che ogni biennio pulito ne aggiunge due, fino a trenta. Non è vanità: è il cuscinetto che ti tiene sopra la soglia dell’articolo 218-ter.
  • Se hai il codice 01 sulla patente, tieni un paio di occhiali di scorta in auto. Otto punti sono la voce più pesante della tabella fra quelle con la multa più bassa.
  • Se presti l’auto, segnati che la finestra per comunicare il conducente è di sessanta giorni dalla notifica, e che mancarla costa fino a 1.166 euro.
  • Se hai preso una multa di recente, segnati la data del pagamento: da lì partono i due anni. E se era per eccesso di velocità, controlla se lo sconto del 30% ti spettava davvero: sopra i 40 km/h di eccedenza non si applica.
  • Se ti sei fermato dopo un urto, la constatazione amichevole compilata bene resta il documento che decide i tempi del rimborso — e ricorda che con un incidente in mezzo la sospensione breve raddoppia.
  • Se la patente sta per scadere, quella è un’altra cosa dal saldo punti: la trovi spiegata nella guida al rinnovo.

Domande frequenti sui punti patente

Quanti punti ha la patente?

Venti al rilascio. Con due anni consecutivi senza violazioni decurtanti, chi è già a venti riceve un credito di due punti, ripetibile fino a un massimo di dieci: il tetto è quindi trenta. Chi ha frequentato i corsi extracurricolari di educazione stradale alle scuole superiori parte da ventidue, grazie al credito di due punti previsto dall’articolo 230, comma 2-ter.

Quando vengono tolti i punti dopo una multa?

Non alla contestazione. L’articolo 126-bis, comma 2, lega la comunicazione all’anagrafe alla «definizione della contestazione», cioè al pagamento della sanzione oppure alla conclusione dei ricorsi o alla scadenza dei termini per proporli. L’organo di polizia ha poi trenta giorni per comunicarla. Chi paga subito per avere lo sconto del 30 per cento fa scendere il saldo prima.

Come si controlla il saldo punti della patente?

Con tre canali ufficiali: il servizio «Verifica saldo punti patente» sul Portale dell’Automobilista, l’app iPatente della Motorizzazione — entrambi con accesso SPID o CIE — e il servizio telefonico automatico al numero 06 45775962, attivo 24 ore su 24. Il vecchio numero 848 782 782 citato da molte guide è in archivio storico.

Quanti punti si perdono con il cellulare alla guida?

Cinque alla prima violazione e dieci in caso di ulteriore violazione nel biennio, secondo la tabella allegata all’articolo 126-bis nel testo modificato dalla legge 177/2024. Alla sanzione si aggiungono una multa da 250 a 1.000 euro e la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi già alla prima volta; in caso di recidiva, da 350 a 1.400 euro e da uno a tre mesi.

Cosa succede se scendo sotto i venti punti?

Dal 14 dicembre 2024 l’articolo 218-ter prevede che, per un elenco di diciassette violazioni, chi al momento dell’accertamento ha un punteggio inferiore a venti subisca anche la sospensione della patente: sette giorni fra dieci e diciannove punti, quindici giorni sotto i dieci. I periodi raddoppiano se il conducente ha provocato un incidente, compresa la sola uscita di strada. Il ritiro avviene sul posto e non richiede un provvedimento del prefetto.

Come si recuperano i punti della patente?

In due modi. Con il tempo: due anni senza violazioni decurtanti riportano al punteggio pieno entro il limite di venti. Con il corso di aggiornamento presso autoscuole o soggetti autorizzati: sei punti, nove per i titolari di certificato di abilitazione professionale e patenti professionali. Il corso richiede il superamento di una prova d’esame e non è utilizzabile se il punteggio è già esaurito.

Si può perdere la patente senza arrivare a zero punti?

Sì. L’articolo 126-bis, comma 6, dispone la revisione della patente anche per chi, dopo la notifica di una prima violazione da almeno cinque punti, ne commette altre due non contestuali entro dodici mesi, ciascuna da almeno cinque punti. Sono quindici punti in tutto: chi parte da venti ne conserva cinque e viene comunque mandato a rifare l’esame. Chi non si presenta entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento si vede sospendere la patente a tempo indeterminato.

I neopatentati perdono il doppio dei punti?

Sì, ma non tutti. Il raddoppio vale nei primi tre anni dal rilascio e solo per chi non era già titolare di un’altra patente di categoria B o superiore: chi aggiunge una categoria a una patente che ha da anni non rientra nel raddoppio. Negli stessi tre anni, l’assenza di violazioni attribuisce un punto all’anno fino a un massimo di tre, che si somma al bonus ordinario.

In sintesi

La patente a punti non è più il contatore che interessava solo a chi stava per azzerarlo. Dal dicembre 2024 la soglia che conta è venti, non zero, e ci si arriva molto più in fretta di quanto si creda: tre punti per un eccesso di velocità modesto bastano a cambiare il trattamento della multa successiva.

Quei tre punti arrivano quasi sempre dalla stessa parte, ed è la voce più comune di tutta la tabella. Quanto costa davvero quella multa, perché la tolleranza del 5% non è uno sconto e cosa si può verificare del dispositivo che ti ha rilevato sono nella guida alla multa per eccesso di velocità.

Le tre cose che dopo questo articolo conviene ricordare sono semplici. Il saldo si guarda, e si guarda adesso, perché sotto i venti punti la stessa infrazione costa una settimana di patente. I punti bonus sono un cuscinetto, non un vezzo: dieci punti sopra la soglia sono dieci punti di margine. E le date contano più dei punti: quella del pagamento, che fa partire i due anni per risalire; i sessanta giorni per dire chi guidava; i dodici mesi entro cui tre violazioni serie mandano la patente in revisione anche con il saldo ancora positivo.

Le informazioni normative di questo articolo sono aggiornate ad agosto 2026 e riferite al testo vigente del Codice della Strada. Per il proprio caso specifico — soprattutto in presenza di un provvedimento di revisione o sospensione già notificato — conviene rivolgersi a un legale o all’ufficio della Motorizzazione competente.

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